Quando i copy erano copy, Milano era da bere e le pubblicità sparavano nel mucchio. Quando i copy erano copy, tutto era affidato alla penna di un professionista. E se era bravo tutto funzionava, con due parole di head e poche altre di pay off.

Quando i copy erano bravi ad accorgersene erano i direttori commerciali.

Le aziende spendevano tanto in ADV, ma questi soldi finivano ai media e ne rimanevano pochi per le ricerche. Anche perché darli alla ricerca per poi dover imboscare i risultati quando emergeva qualcosa di un po’ troppo croccante sarebbe stato assurdo.

Come funzionano le cose oggi?

Con l’arrivo dei media digitali, i dati sono diventati precisi, dai dati puoi scoprire tutto, ma sembra che questi dati non bastino mai, anche perché coi dati si fanno un botto di soldi e fare soldi non basta mai.

Dati , dati, e ancora dati….

Così tutto si è riversato nell’analisi dei dati, fatta con una precisione che nemmeno il più ossessivo degli analisti riesce a gestire, senza poi finire anche lui dall’analista.

Fare comunicazione senza i copy è come fare i giornali senza giornalisti.

Ma i conti non tornano – ho speso un botto di soldi, ma risultati zero. Questo è ciò che si sente dire più spesso da chi si è rivolto all’ultima web agency col nome fighissimo.

Se i conti non tornano è perché il meccanismo da qualche parte si inceppa.

Troppi dati? Forse sì. Anzi no. Troppi dati e pochi “copy”, questo sì.

Messaggi scritti con gli schemini imparati dai tutorial, senza emozione, anzi, senz’anima.

E il processo di identificazione e di seduzione, così, va a farsi benedire.

Eh sì, perché chi sa stabilire un rapporto emotivo con la buyer persona non sono gli analisti e non basta nemmeno scrivere seguendo gli schemini presi dai tutorial.

Per scrivere serve un copy. Ma copy si nasce o si diventa? E chi lo sa, forse entrambe le cose.
Di certo non basta aver avuto un’infanzia di merda. Anche Truman Capote, infatti, ha studiato scrittura creativa.

Ad ogni modo, qualche copy, da qualche parte, dev’essere rimasto. Altrimenti chi li trova i nomi fighi delle nuove web agency?

Parlami d’amore

Siamo davanti a una svolta, tutti stanno scoprendo che con le parole si possono creare relazioni, proprio come si faceva una volta per rimorchiare.

La Milano da bere non tornerà più, ma i copy possono ancora togliervi la sete.