Non comunicare è impossibile.

Banalmente, quando non rispondiamo al telefono o a un’e-mail stiamo dando una risposta.
Se manteniamo il più stretto riserbo su una vicenda che ci riguarda, anche in quel caso sitiamo comunicando.
Avviene nella nostra vita personale e avviene nella vita di un’impresa.

Non comunicare è una scelta di comunicazione, spesso pericolosa.

Perché consente a chiunque di farsi la propria idea su di noi. Sulla nostra azienda, basandosi su fantasia e preconcetti vari.

Come dicono infatti gli analisti, dove non c’è parola, trova posto l’immaginazione.

In sostanza non comunicare lascia all’immaginazione di soggetti sconosciuti campo aperto per comunicare al posto nostro su ciò che ci riguarda. Non comunicare lascia l’immagine della nostra azienda alla deriva, se non peggio a disposizione dell’immaginazione e delle fantasie di altri…

Questa è la ragione per la quale esistono gli uffici stampa, per esempio, per consentire a un’impresa di mettere a disposizione degli organi di informazioni, elementi precisi e chiari affiche si eviti la cascata di interpretazioni aberranti di fatti e persone della vita dell’impresa.

Facendo un passo indietro, se è vero che è impossibile non comunicare, è altrettanto vero che con ciò che comunichiamo creiamo la realtà che ci circonda.

In funzione di ciò che diciamo selezioneremo infatti le persone che entreranno in relazione con noi. La realtà intono a noi è fatta di relazioni sociali, la nostra reputazione è la sommatoria di tutte le nostre comunicazioni, anche le più piccole, anche quelle involontarie, anche delle parole che sono sfuggite dal nostro controllo.

Anche delle parole che, come dicevamo poco fa, non sono mai state dette.

Siamo ciò che postiamo

Chi frequenta la rete dice che noi siamo ciò che postiamo, che è un po’ la versione digitale di questo concetto.
Il vantaggio di comunicare in modo consapevole permette a un’impresa di costruire intorno la rete di legature sociali favorevoli alla sua crescita.

Bisogna però partire da un principio, comunicare non significa presidiare i canali.

La comunicazione parta da un progetto.

Il progetto del ricordo che si vuole generare mente delle proprie buyer persona, il progetto di chi si vuole essere per i propri portatori di interesse.

Comunicare significa compiere questa magia.

Si, la magia di modificare il modo con cui veniamo visti e considerati dall’ambiente che ci circonda, costruendolo da di sana pianta, per caratteristiche e dimensioni.

Comunicare è un gesto creativo. Con le parole si crea ciò che prima non esisteva.

Come in una specie di magia. Non è un caso “abracadabra” la formula magica che tutti conosciamo derivi dalla formula aramaica Avrah kaDabra che appunto significa “Creerò con ciò che dico”.