“Nessun piano di battaglia sopravvive al contatto con il nemico”.

Sono le parole del generale prussiano Von Moltke e valgono anche per il marketing.
Nessun piano marketing sopravvive al confronto con il mercato.

Come ogni piano di battaglia, anche un piano di marketing deve adeguarsi e essere corretto in base ai riscontri e ai segnali che arrivano dal mercato.

Il mercato, come il campo di battaglia, si compone di una indefinita e imprevedibile quantità di variabili.

Nel mercato, come nel campo di battaglia, regna il caos.

Le aziende che riescono ad appropriarsi del mercato della concorrenza sono quelle che riescono a usare gli strumenti a disposizione in modo elastico, come gli ufficiali che, nella necessità, usano ciò che hanno a disposizione come nessun altro aveva mai fatto prima.

Napoleone, giovane sottotenente, con la sua artiglieria, ne è stato un esempio perfetto.

Il mercato è un posto molto disordinato. Nel mercato regna l’irrazionale.

Nel marketing, si sa con esattezza come si inizia, ma è impossibile sapere come si porterà a termine la propria missione che ha sempre l’obiettivo la creazione di valore per l’impresa. Questo significa che è necessario un monitoraggio costatante delle diverse azioni messe sul campo. Azioni a cui devono seguire costanti correttivi.

Nel digitale è vincente la delega, la libertà d’azione, perché le decisioni devono essere prese alla svelta, per sfruttare opportunità e non subire danni.

La cosa da non fare nel marketing, come in guerra, è restare bloccati:

“non sta funzionando, mi fermo qui”.

Errore grave e molto costoso. Perché ritirarsi è una cosa, ripiegare per riorganizzarsi è un’altra, altrimenti si lasciano quote di mercato alla concorrenza, quote che sarà molto costoso riacquisire.

Una cosa va ricordata, sempre, come la bussola di ogni azione.

In guerra, come nel marketing, la battaglia non è mai completamente vinta e il campo “il mercato”, non è mai completamente nostro.

Lo sosteneva il generale confederato John Bell Hood e vale ancora oggi.

Nel marketing vale un principio che non deve mai essere dimenticato, per esprimere il quale una metafora bellica viene di nuovo in soccorso.

In ogni “operazione”, prima ci si assicura la vittoria, e solo dopo si inizia a dare battaglia.
È di Sun Tzu, generale cinese del V secolo AC e chi ha orecchie per intendere intenda…