“Non faccio il blog per vendere perché richiede un investimento troppo alto.

Bisogna fare un piano editoriale, scrivere almeno un certo numero di articoli al mese e i risultati non sono per niente certi”.

Quante volte un cliente sostiene questa tesi?

Quasi sempre, così spesso che riescono quasi a convincere noi che siamo i consulenti di comunicazione.

Tenere un blog sul sito aziendale è 9 volte su 10 una scelta conveniente.

Lo è sempre se si ha un e-commerce.

Non dico indispensabile, ma conveniente sì.

Perché?

  1. Perché non è un investimento troppo alto rispetto ai risultati che porta.
  2. Perché non è vero che bisogna scrivere un numero infinito di articoli.
  3. Perché non è vero che i risultati sono incerti
  • Partiamo con le spiegazioni e facciamolo da quest’ultimo punto.

Perché i risultati NON sono incerti?

Perché sono incerti se non lo fai.

Normalmente chi sostiene che sono incerti non ha mai fatto verificare da un professionista il posizionamento del proprio sito in rete.

Perché se lo avesse fatto, probabilmente, avrebbe scoperto che Google non vede il suo sito per quello che è, o meglio per quello che dovrebbe essere, ma lo vede collocato lontano anni luci da dove dovrebbe essere.

Può succedere per esempio che un e commerce di integratori alimentari, Google lo veda come una risorsa che propone soluzioni medicali per gestire il problema della gotta, perché ha indicizzato una pagina secondario meglio di un’altra che invece era cruciale o per un’infinita quantità d ragioni che non stiamo ad elencare… Ma sta di fatto che per come sono stati gestiti i contenuti, questi hanno portato Google fuori strada

Questo oltre a procurare un danno in termini di visibilità del sito a quanti cercano integratori alimentari, condiziona anche le eventuali campagne SEM che quell’azienda potrebbe mettere in atto. Perché il posizionamento organico del sito, così si chiama, condiziona che la precisione con cui si sviluppano campagne a pagamento col motore di ricerca.

Pertanto non centrare il proprio posizionamento porterà a risultati incerti e più costosi.
Essere trovati. Migliorare anche i risultati delle campagne a pagamento.

Secondo punto.

  • Perché NON è vero che bisogna scrivere un numero infinito di articoli?

Perché un blog con scopi commerciali non è una rivista. Non deve intrattenere il lettore. Deve attrarre clienti. Il suo piano editoriale si costruisce su questo.

Un blog, lo sviluppo di contenuti coerenti con gli obiettivi dell’impresa, risolverebbe subito queto problema.

  • Il numero di articolo è definito dal numero dalle tipologie di clienti che si vogliono attrarre;
  • da quanto è articolato il loro percorso d’acquisto.
  • Da quanto è lunga in quel comparto la fase di ricerca prima dell’acquisto.
  • Se ci si rivolge alla domanda consapevole o anche a quella latente,
  • se ci si vuole rivolgere solo a chi è un “contatto caldo”, e quindi si vuole ingaggiare solo chi è già prossimo all’acquisto,
  • o se sei vogliamo portare verso l’e-commerce anche i contatti freddi, quelli che acquisteranno di lì a pochi mesi,
  • se si vuole raccogliere clientela presso chi si serve già dal nostro comparto,
  • o se sui vuole andare a pescare anche chi si serve presso la concorrenza indiretta.

Oppure se si vuole allargare il raggio d’azione includendo quanti risolvono il problema per il quale noi offriamo la nostra soluzione affidandosi a un comparto completamente diverso.

Con tutte queste informazioni e un successivo approfondimento sul web è possibile sapere in anticipo quanto ampio potrà essere il nostro piano editoriale, e quante battute di testo dovranno essere scritte.

Un costo certo, mirato, che lavora in rete anche quando noi dormiamo, per portare tra i primi risultati della SERP il nostro e-commerce quando i clienti si mettono alla ricerca di soluzioni che possiamo risolvergli con la nostra offerta.

Punto terzo

Perché l’investimento NON è troppo alto?

Avete mai provato a produrre risultati con campagne a pagamento? Avete idea di quanto costi, tra pianificazione, gestione produzione di contenuti e sponsorizzazioni sule diverse piattaforme?

Se pensate che il blog sia costoso la risposta è no.

Per cui, se tiriamo una riga, vediamo che alla fine fare un blog o generare contenuti per vendere, è un’attività che conviene, non ha una scadenza, ma anzi aumenta la sua efficacia nel tempo.

 

Per concludere, un blog, un piano di contenuti mirati, è uno strumento eccellente per posizionarsi nella serpa e per generare identità di brand.

Il blog è uno strumento modulare, elastico, con cui creare relazioni, È uno strumento che può essere strutturato per gradi, a blocchi, per generare nuove relazioni e consolidare quelle esistenti.

Certo è che un blog fatto per il business deve essere scritto e articolato secondo regole proprie, non deve essere scritto solo su misura per il motore di ricerca, altrimenti si corre il rischio di generare una struttura testuale uguale a mille altre sul web, né troppo a misura per il lettore, perché il blog non è una rivista, deve intrattenere, incuriosire e stabilire relazioni, certamente, ma alla fine per quanto la si voglia prendere alla lontana, si tratta sempre di uno strumento di lavoro.