Il target è morto. Lunga vita al target…

Il target è morto. Lunga vita al target…

Si può dire che il target sia defunto. Ma tranquilli, non dobbiamo piangere il vecchio “bersaglio” della comunicazione.
Anche perché se mandi il tuo messaggio nel posto sbagliato, non è poi colpa di chi non lo riceve.
Le aziende, però, sono convinte – otto volte su dieci – di sapere tutto di questo target, ma si illudono.
Perché?
Perché lo vedono come un bersaglio statico, quando oggi è più una stringa di codice, un pixel, che distingue le persone on-line.

5W, le coordinate per andare a segno.

5W, le coordinate per andare a segno.

In un mondo online affollato, catturare l’attenzione è la sfida principale. Ma la vera magia accade quando trasformiamo un utente semplicemente curioso in una persona consapevole di ciò che cerca, assetata di informazioni complete ed esaustive. L’attenzione è preziosa, ma la trasformazione del lettore è il vero obiettivo di ogni comunicazione.

Fisico, carattere e stile

Fisico, carattere e stile

Nel mondo del marketing, le stelle di Hollywood e i prodotti di successo condividono tre attributi chiave: fisico, carattere e stile. Questa intuizione di Jacques Seguelà, emersa negli anni Ottanta, rimane valida ancora oggi. Per un prodotto avere il “fisico” significa fare ciò che promette, creando un legame di fiducia con il suo consumatore. Avere “carattere” significa essere unico, inconfondibile rispetto ai concorrenti. Infine, avere “stile” significa essere capaci di sedurre, di stabilire rapporti forti, finalizzati alla creazione di relazioni durature con il pubblico.

Via la testa, via la coda

Via la testa, via la coda

Nella comunicazione, preamboli e chiusure sono spesso ad uso di chi scrive, anziché utili al lettore. Catturare l’attenzione subito è invece cruciale per suscitare interesse ed evitare di annoiare o di perdere il lettore alla prima riga. Una comunicazione efficace richiede la focalizzazione sul contenuto e l’uso di informazioni chiave fin da subito, per mantenere il lettore coinvolto fino alla fine.

La qualità non esiste

La qualità non esiste

La qualità non esiste.
Se esistesse ci sarebbe una sua definizione semplice e condivisa. Invece non c’è.
Se cerchi nel dizionario alla voce qualità trovi due pagine di spiegazione.
Questo significa che abbiamo a che fare con un concetto che sfugge alle definizioni.
Questo significa che abbiamo a che fare con un concetto molto aleatorio.
Parlando di marketing, cosa si intende esattamente quando si parla di qualità?

Il marketing dell’anaconda

Il marketing dell’anaconda

Sono disposto a scommette che nessuno di voi abbia mai viso un anaconda.
Ma sono anche disposto a scommettere che nessuno di voi ne metterebbe mai in dubbio l’esistenza.
Eppure, ne avete soltanto sentito parlare, l’avete vista in televisione, ne avete letto su qualche giornale. Ma nessuno di voi l’ha toccata o vista dal vivo.
Ma nonostante questo per voi esiste…

La grande sorella

La grande sorella

La grande sorella, la rete, ci ha fatti definitivamente approdare nel post moderno. In effetti volendo vedere ciò che avviene in rete dalla prospettiva di Francois Lyotard, le bolle informative fanno venir meno la visione unitaria del mondo, generano linguaggi settoriali e mondi semantici paralleli.

Galassia Zuckerberg

Galassia Zuckerberg

The Medium is The Content. Il capovolgimento del paradigma del sociologo Canadese si manifesta nei media digitali. Una rivoluzione che inverte i ruoli della galassia Gutemberg

Le fake news sono un fake….

Le fake news sono un fake….

l fatto che circolino notizie false non è una notizia, perché questo succede da sempre. E’ dei primi anni Novanta la ricerca sui fattoidi, fenomeno editoriale studiato anche negli atenei universitari italiani. Si, i fattoidi, le notizie pubblicate sui giornali dietro le quali non vi è un fatto concreto, degno di diventare notizia, ma un fatto non fatto. Un fatto non fatto che genera una notizia non notizia. Il loro compito è completare il timone dell’impaginato. E gli editori li utilizzano da sempre.